Esame di Stato di Psicologia 2024

Esame di Stato Psicologia 2022

Esame di Stato Psicologia 2022

In questa pagina riporterò gli aggiornamenti per quanto riguarda le sessioni del 2022 dell’Esame di Stato di Psicologia.

Sono finalmente uscite le Ordinanze Ministeriali 2022!

AGGIORNAMENTO 08/06/2022

Come si svolgerà quindi l’Esame nel 2022?

I bandi sono usciti, ma i bandi sono intesi per indicare le modalità di iscrizione, non quelle di conduzione della prova, quindi non vi diranno come le commissioni imposteranno l’esame.

Infatti ogni bando rimanda ai decreti attuativi. Per esempio quello di Pavia: “Per quanto non espressamente disciplinato dal presente bando, si rimanda alle disposizioni previste dalla vigente normativa sugli esami di Stato ed in particolare al regolamento sugli esami di Stato approvato con decreto ministeriale 9 settembre 1957 e successive modificazioni ed integrazioni, al D.P.R. 5 giugno 2001 n. 328 recante “Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l’ammissione agli esami di Stato e delle relative prove per l’esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti”, all’ordinanza ministeriale n. 444 del 5 maggio 2022, con le quali sono state indette per l’anno 2022 le sessioni degli esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio delle professioni regolamentate dal D.P.R. 328/2001″.

L’8 giugno sono finalmente usciti i decreti attuativi, ma com’era prevedibile non sono così dettagliati come si potrebbe sperare. Quindi purtroppo ci vorrà ancora più tempo per sapere come i commissari imposteranno effettivamente l’Esame nel 2022!

Infatti, indipendentemente dalle questioni normative, si devono considerare quelli che saranno i contenuti dell’Esame.

 

Per ora posso solo esprimere un parere personale: anche con la normativa transitoria, l’esame non prevederà solo domande sul tirocinio e sul codice deontologico, o per lo meno non in tutte le sedi (aggiornamento a dicembre 2022: e infatti in alcune sedi è stato proprio così!).

 

Dico questo perché la dicitura “questioni teorico-pratiche relative al tirocinio” semplicemente dà solo un po’ più di conferma che le domande dovrebbero ruotare “attorno” all’esperienza del candidato: ciò non esclude automaticamente il fatto che potrebbero essere proposti progetti e casi da svolgere; inoltre, la specificazione “teorico” fa supporre che potrebbero comunque essere richiesti anche i costrutti.

 

Tra l’altro, nel decreto è proprio scritto: “La prova orale abilitante all’esercizio della professione di Psicologo è finalizzata all’accertamento delle capacità del candidato di riflettere criticamente sulla complessiva esperienza di tirocinio e sulle attività svolte, nonché di essere in grado di adottare un approccio professionale fondato su modelli teorici e sulle evidenze e conforme ai principi etici, ai doveri e alle regole di condotta della professione”.

 

Ed anche: “Oggetto della prova e della relativa valutazione sono le attività pratiche supervisionate, che prevedono l’osservazione diretta e lo svolgimento di attività finalizzate a un apprendimento situato e allo sviluppo delle competenze e delle abilità procedurali e relazionali, fondamentali per l’esercizio dell’attività professionale, e che contribuiscono, insieme alle conoscenze teoriche maturate, all’acquisizione di un bagaglio di competenze necessario per l’accesso alla professione di psicologo. Tali competenze fanno riferimento agli atti tipici e riservati, caratterizzanti la professione di psicologo anche ai sensi dell’articolo 1 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, ecomprendono l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione, di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità, nonché le attività di sperimentazione, ricerca e didattica”.

 

Provate a pensare a tutti quelli che hanno fatto tirocini scarsamente formativi: dubito fortemente che l’esame sarà un semplice resoconto delle attività svolte in prima persona. Sarebbe piuttosto ingiusto nei loro confronti, in particolare per le limitazioni imposte dalla pandemia, e anche i commissari lo sanno.

Quindi ritengo piuttosto probabile che le commissioni resteranno in un certo qual modo ancorate alla modalità d’esame “classica” (a cui alcuni bandi fanno tuttora riferimento) (aggiornamento a dicembre 2022: e infatti in alcune sedi è stato proprio così!).

 

Anche perché sarà sempre un esame per l’abilitazione alla professione, e la suddivisione con cui è stato pensato e condotto finora non è casuale, ma ha un suo senso. Vediamo perché:

– Le cose che si studiano per la “ex-prima prova” servono anche per avere le basi teoriche su cui fondare gli interventi. Ciò è in linea con quanto previsto dal codice deontologico, art. 5: “Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti e riferimenti scientifici”.

– Per la “ex-seconda prova” si devono conoscere almeno le basi della progettazione: i progetti sono una metodologia di lavoro utilizzata frequentemente da molti psicologi, soprattutto in alcuni ambiti, come quello scolastico.

– La “ex-terza prova” è probabilmente la più importante, perché ogni volta che avrete a che fare con un paziente o un cliente avrete un “caso da risolvere”: anche se non lo farete in forma scritta, dovrete seguire un certo procedimento mentale, proprio come quelli che si studiano per l’esame. Tra l’altro, la conoscenza di questa prova vi potrà servire in futuro per la stesura di relazioni e referti.

– Per la “ex-quarta prova”, oltre che sul tirocinio, ci si deve preparare sulla deontologia professionale, che serve innanzitutto a tutelare i cittadini da potenziali comportamenti scorretti degli psicologi, e poi per tutelare voi stessi da possibili sanzioni e denunce.

In altre parole, le quattro aree in cui veniva storicamente suddiviso l’Esame di Stato non sono casuali, ma rappresentano un modo per strutturare le conoscenze e le competenze della professione di Psicologo!

 

Magari le distinzioni tra le prove saranno meno nette, ma proprio per questo è ancora più importante averne ben chiari gli aspetti fondamentali: le domande si ispireranno comunque ad essi. Per esempio, anche se i commissari non vi faranno svolgere il classico caso clinico inventato da loro, potrebbero chiedervi di portarne uno visto a tirocinio, ed ecco che si rivelerebbe utile seguire comunque le scalette che si studiano per la terza prova.

 

Non vedetele come 4 prove da svolgere in ordine cronologico, ma come 4 aree concettuali in cui si sviluppa la Psicologia!

O anche “aree di competenza”, come vengono proprio chiamate in alcuni bandi!

 

In definitiva, il mio consiglio è di informarsi sull’esame per come è sempre stato, e poi approfondire le specifiche impostazioni adottate dalle commissioni in modalità telematica in questi ultimi anni.

La differenza principale è che conviene concentrarsi di più sugli aspetti attinenti al tirocinio, ma senza per questo tralasciare del tutto il resto: come è sempre avvenuto finora, dipenderà dai vari commissari quanto vorranno andare in profondità con le domande e quali collegamenti vorranno fare!

AGGIORNAMENTO DEL 13/08/2022

 

Il 25 luglio è iniziata la sessione. Alcune sedi hanno già cominciato e concluso gli esami, e si è visto che alcune commissioni hanno mantenuto la distinzione per prove, come ipotizzavo da tempo. E anche in quelle in cui viene chiesto “solo” il tirocinio, sono state poste domande riconducibili a teorie, progetti e casi (oltre ovviamente a quelle sulla deontologia).

 

LE RIFLESSIONI PRECEDENTI RESTANO DUNQUE TUTT’ORA VALIDE, SOPRATTUTTO PER ALCUNE SEDI!

 

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Leggi anche la guida sulla Seconda Sessione per il 2022!

 

Oppure contattami se vuoi chiarirti un po’ più le idee sull’esame prima di iniziare a prepararti! 😉

 
 
 
Decreto Ministeriale n. 554 del 06-06-2022
Specifiche disposizioni transitorie per l’abilitazione all’esercizio della professione di psicologo ⬇️