Esame di Stato di Psicologia 2022

Abolizione dell'Esame di Stato di Psicologia

Abolizione dell’Esame di Stato di Psicologia 2022

Abolizione dell'Esame di Stato di Psicologia 2022

Disclaimer : Il presente testo è frutto di riflessioni personali basate sulle informazioni a disposizione finora. Ovviamente non ha la pretesa di essere esaustivo, ne’ di “prevedere il futuro”, quindi prendile per puramente indicative.

Informazioni certe potranno essere riportate solo più avanti.

A partire da Giugno 2020 sono cominciati i lavori che hanno portato “all’abolizione“, o per meglio dire alle modifiche dell’Esame di Stato di Psicologia.

In seguito all’emergenza sanitaria, dalle originarie tre prove scritte ed un breve orale in presenza, l’Esame è stato “convertito” in un’unica prova orale da svolgersi in modalità telematica (ma di fatto la normativa non era cambiata).

Successivamente, il 28 ottobre 2021 è stato approvato il DDL sulle lauree abilitanti, e il 19 novembre è stata pubblicata la legge 163 che è entrata in vigore il 4 dicembre.

Il 6 maggio 2022 è stata pubblicata l’Ordinanza ministeriale 444 che ha ufficializzato l’applicazione della nuova normativa.

 

Questione sulle Lauree Abilitanti

Riporto intanto quanto presente nel sito del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi:

Il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulle lauree abilitanti.

La legge prevede che l’Esame di Stato per le professioni di odontoiatra, farmacista, veterinario, psicologo, chimico, fisico e biologo sia contestuale con l’esame di laurea e consiste in una “prova pratica valutativa delle competenze professionali”.

Con tale legge tutti i corsi di laurea delle professioni sanitarie divengono abilitanti, essendo già in vigore la norma per Medicina dallo scorso anno.

Per rendere abilitanti le lauree si stabilisce che le stesse prevedano almeno 30 cfu di “tirocinio pratico-valutativo” interno al corso di studio, al fine di concretizzare il fine professionalizzante che le lauree devono possedere.

 

Nelle more dell’entrata in vigore della nuova organizzazione la legge prevede una specifica normativa transitoria per i laureati in Psicologia:

 

Art. 7. (Specifiche disposizioni transitorie per la laurea magistrale abilitante all’esercizio della professione di psicologo)

  1. Coloro che hanno conseguito o che conseguono la laurea magistrale in psicologia in base ai previgenti ordinamenti didattici non abilitanti acquisiscono l’abilitazione all’esercizio della professione di psicologo previo superamento di un tirocinio pratico valutativo e di una prova pratica valutativa. Con decreto del Ministro dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, sono stabilite la durata e le modalità di svolgimento e di valutazione del tirocinio pratico-valutativo nonché le modalità di svolgimento e di valutazione della prova pratica valutativa. Ai fini della valutazione del tirocinio di cui al presente comma, le università riconoscono le attività formative professionalizzanti svolte successivamente al corso di studi.
  2. Coloro che hanno concluso il tirocinio professionale di cui all’articolo 52, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328, acquisiscono l’abilitazione all’esercizio della professione di psicologo previo superamento di una prova orale su questioni teorico-pratiche relative all’attività svolta durante il medesimo tirocinio professionale nonché su aspetti di legislazione e deontologia professionale. Con decreto del Ministro dell’università e della ricerca sono stabilite le modalità di svolgimento e di valutazione della prova orale di cui al presente comma nonché la composizione paritetica della commissione giudicatrice.”

“Questo nuovo scenario è significativo perché mette le lauree delle professioni sanitarie tutte sullo stesso piano, con pari dignità” ha sottolineato il Presidente CNOP David Lazzari – “ma per le lauree psicologiche lo è doppiamente, perché il lavoro per renderle pienamente professionalizzanti e abilitanti è di grande rilievo e richiede un impegno chiaro e condiviso di tutta la Comunità psicologica, accademica e professionale. Il consolidamento della professione passa anche attraverso un forte avvicinamento tra formazione, professione, campi applicativi e mercato del lavoro.  Questa legge – condivisa dal CNOP che è stato interlocutore del Ministero e del Parlamento su una linea condivisa con la componente universitaria (AIP e CPA) – deve servire per fare progressi decisi in questa direzione per cui è necessario porre massima attenzione affinché nella fase attuativa sia salvaguardata la qualità e l’efficacia formativa del nuovo percorso professionalizzante e abilitante”.

 

Ci sono però diverse precisazioni da fare!

Innanzitutto, l’Esame di Stato di Psicologia non è stato letteralmente “abolito”: esso è previsto dalla Costituzione italiana (articolo 33), e permarrà finché essa non verrà eventualmente modificata (il che, nel breve termine, è piuttosto impensabile!).
Inoltre, esso è previsto dalla Legge 56/89, che ha istituito la professione di Psicologo in Italia (articolo 2).

 

Quindi, ad essere precisi, neanche i nuovi percorsi di laurea saranno “automaticamente” abilitanti: l’esame è comunque previsto, e consisterà in una prova da sostenere al termine del percorso, in concomitanza con la discussione di laurea. I dettagli di questa prova sono però ancora tutti da definire.

 

Di certo, gli iscritti ai futuri corsi di laurea dovranno quindi affrontare un esame regolamentato in un diverso modo: il punto è che non si sa di preciso quando partiranno questi nuovi percorsi. Nella legge è scritto “L’adeguamento della disciplina disposto ai sensi degli articoli 3, 4 e 5 si applica a decorrere dall’anno accademico successivo a quello in corso alla data di adozione dei decreti rettorali”, quindi “teoricamente” dovrebbe intendersi il 2022/23. Però io non mi sbilancio, perché immagino che saranno richiesti numerosi lavori di “ristrutturazione”: chi vuole può provare a rivolgere la domanda ad un esperto in materie legislative (ma penso che attualmente nessuno vi saprà dare risposte esaustive).

 

Moltissimi dubbi permangono soprattutto per chi sta frequentando gli attuali corsi, per chi ha già conseguito la laurea in Psicologia, e per chi sta svolgendo e/o ha terminato il tirocinio post-laurea.

Per loro è stata redatta una normativa transitoria, che prevede una prova definita “pratico-valutativa” o “su questioni teorico-pratiche relative all’attività svolta durante il tirocinio, nonché su aspetti di legislazione e deontologia professionale”.

Nel concreto, attualmente non si sa nulla neanche di queste prove: nell’Ordinanza ministeriale c’è scritto solamente che “verrà disciplinata dal decreto ministeriale attuativo dell’articolo 7, comma 2, della legge 8 novembre 2021, n. 163”. Quindi, restiamo in attesa..

 

Normativa attinente all’Esame di Stato

Riporto tre articoli particolarmente significativi per quanto riguarda l’Esame di Stato: dai primi due si evince che esso è previsto per legge da diversi anni, e nel terzo si può notare che anche per i nuovi percorsi di laurea è previsto un “esame finale” che “abilita all’esercizio delle professioni”.

 

– Articolo 33 della Costituzione Italiana –

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. 

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. 

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. 

E’ prescritto un Esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale. 

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato. 

 

– Articolo 2 della Legge 56/89 –

Requisiti per l’esercizio dell’attività di psicologo.

1. Per esercitare la professione di psicologo è necessario aver conseguito l’abilitazione in psicologia mediante l’Esame di Stato ed essere iscritto nell’apposito albo professionale. 

2. L’esame di Stato è disciplinato con decreto del Presidente della Repubblica, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 

3. Sono ammessi all’esame di Stato i laureati in psicologia che siano in possesso di adeguata documentazione attestante l’effettuazione di un tirocinio pratico secondo modalità stabilite con decreto del Ministro della pubblica istruzione, da emanarsi tassativamente entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. 

 

– Articolo 1, comma 1, della Legge sulle lauree abilitanti (n 163 dell’8 Novembre 2021)

Lauree magistrali abilitanti all’esercizio delle professioni di odontoiatra, farmacista, veterinario e psicologo 

L’esame finale per il conseguimento delle lauree magistrali a ciclo unico in odontoiatria e protesi dentaria – classe LM-46, in farmacia e farmacia industriale – classe LM-13 e in medicina veterinaria – classe LM-42 nonché della laurea magistrale in psicologia – classe LM-51 abilita all’esercizio delle professioni, rispettivamente, di odontoiatra, di farmacista, di medico veterinario e di psicologo. 

 
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