Esame di Stato di Psicologia 2024

Quanto è difficile l'Esame di Stato di Psicologia?

Riflessioni su quanto è difficile superare l’Esame di Stato di Psicologia

AVVERTENZA!!!

Il testo seguente si basa su quanto era l’esame in passato,

e si riferisce a PRECEDENTI EDIZIONI

e alla PRECEDENTE NORMATIVA!!!!!!!!!

Le lascio solo A TITOLO DI ESEMPIO!!

 

Le informazioni AGGIORNATE le puoi trovare

nella NUOVA EDIZIONE del Quaderno di Preparazione!

 

Riflessioni sulla modalità classica (parzialmente valide per quella telematica)

– Per rispondere, espongo una piccola riflessione, molto astratta e informale, ma che può aiutare a sviluppare un po’ di metacognizione e di intelligenza emotiva utili per l’Esame di Stato. Anche se tutte le prove hanno teoricamente lo stesso “valore” si può dire, in maniera banale, che la prima prova da sola “vale” il 50%, la seconda e la terza il 20% ciascuna, e la quarta il 10%. Cosa significano queste percentuali?

– Innanzitutto, che la prima prova richiede molte risorse psichiche e di tempo. È la prova più simile a molti esami che hai già svolto ma, essendo la più nozionistica, richiede un grosso impegno per recuperare materiale per ogni argomento, studiarlo e memorizzarlo; probabilmente risulterà la più ansiogena perché non si sa che cosa ci si può aspettare dalla commissione, e le teorie e gli autori (che molte tracce richiedono) o si conoscono o non si conoscono; inoltre, di fatto, si ha meno tempo per prepararla; infine, essa è propedeutica per passare alle prove successive. Quando avrai finito con la prima prova potrai (quasi) rilassarti.

– La seconda e la terza prova, però, solitamente spaventano molte più persone, rispettivamente quelle che non hanno mai visto progetti o casi durante il percorso universitario e/o di tirocinio. Tuttavia, dopo essersi chiariti le idee e aver imparato alcune cose di base è praticamente impossibile non passarle. In queste due prove, infatti, ci sono molti punti ricorrenti, per cui possono essere svolte con il ragionamento. Ovviamente non ti sto dicendo di prendere sotto gamba lo studio di queste, ma che puoi andare più tranquillo/a se, ripeto, avrai interiorizzato alcuni aspetti/contenuti fondamentali.

– Ed infine la quarta prova, l’orale: se sei giunto/a fin qui hai buone possibilità di venire promosso/a, ed esso rappresenta una sorta di formalità. Tuttavia, non darlo eccessivamente per scontato: anche se è abbastanza rara come evenienza, esiste gente che è stata bocciata all’orale. Magari è difficile che una commissione bocci solo per come è andata quest’ultima prova, soprattutto se gli scritti sono più che sufficienti. Forse, la difficoltà principale di questa prova è più che altro di origine emotiva.

– Si potrebbe dire che, a parità di preparazione, la fattibilità dell’esame dipenderà dalla commissione che ti capiterà, da cosa si inventerà di chiederti, e dalla severità (o bontà) con cui valuterà le prove, il che varierà di caso in caso.

– In definitiva, solo col senno di poi si potrà giudicare la difficoltà dell’esame, che è praticamente imprevedibile ed oggettivamente non quantificabile.


– Nota per modalità telematica. Per certi versi, con ovvie trasposizioni, il discorso dei primi tre punti è ancora valido, ma più che altro solo per le sedi dove le commissioni chiedono un po’ di tutto mantenendo la suddivisione classica (per quelle che chiedono molti approfondimenti sul tirocinio diventa quasi inutile prepararsi bene sui soliti argomenti della prima prova; per la seconda e la terza è bene studiare, ma in maniera ancora più flessibile rispetto agli anni scorsi).

Tuttavia, non è detto che in futuro si continuerà con gli esami incentrati sul tirocinio: magari hanno fatto così solo considerando il fatto che i candidati del 2020 avessero avuto poco tempo per prepararsi. Quindi per ora cerca di farti comunque un’infarinatura di tutto, anche perché è possibile che nel 2021 altre sedi suddivideranno l’esame nelle classiche 4 prove.


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