Esame di Stato di Psicologia 2024

Lauree abilitanti

Lauree abilitanti

A partire da Giugno 2020 sono cominciati i lavori che hanno portato “all’abolizione“, o per meglio dire alle modifiche dell’Esame di Stato di Psicologia.

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In seguito all’emergenza sanitaria, dalle originarie tre prove scritte ed un breve orale in presenza, l’Esame è stato “convertito” in un’unica prova orale da svolgersi in modalità telematica (ma di fatto la normativa non era cambiata).

Successivamente, il 28 ottobre 2021 è stato approvato il DDL sulle lauree abilitanti, e il 19 novembre è stata pubblicata la legge 163 che è entrata in vigore il 4 dicembre.

Il 6 maggio 2022 è stata pubblicata l’Ordinanza Ministeriale 444 che ha ufficializzato l’applicazione della nuova normativa.

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Questione sulle Lauree Abilitanti

Riporto intanto quanto presente nel sito del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi:

Il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulle lauree abilitanti.

La legge prevede che l’Esame di Stato per le professioni di odontoiatra, farmacista, veterinario, psicologo, chimico, fisico e biologo sia contestuale con l’esame di laurea e consiste in una “prova pratica valutativa delle competenze professionali”.

Con tale legge tutti i corsi di laurea delle professioni sanitarie divengono abilitanti, essendo già in vigore la norma per Medicina dallo scorso anno.

Per rendere abilitanti le lauree si stabilisce che le stesse prevedano almeno 30 cfu di “tirocinio pratico-valutativo” interno al corso di studio, al fine di concretizzare il fine professionalizzante che le lauree devono possedere.

Nelle more dell’entrata in vigore della nuova organizzazione la legge prevede una specifica normativa transitoria per i laureati in Psicologia:

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Art. 7. (Specifiche disposizioni transitorie per la laurea magistrale abilitante all’esercizio della professione di psicologo)

  1. Coloro che hanno conseguito o che conseguono la laurea magistrale in psicologia in base ai previgenti ordinamenti didattici non abilitanti acquisiscono l’abilitazione all’esercizio della professione di psicologo previo superamento di un tirocinio pratico valutativo e di una prova pratica valutativa. Con decreto del Ministro dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, sono stabilite la durata e le modalità di svolgimento e di valutazione del tirocinio pratico-valutativo nonché le modalità di svolgimento e di valutazione della prova pratica valutativa. Ai fini della valutazione del tirocinio di cui al presente comma, le università riconoscono le attività formative professionalizzanti svolte successivamente al corso di studi.
  2. Coloro che hanno concluso il tirocinio professionale di cui all’articolo 52, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n. 328, acquisiscono l’abilitazione all’esercizio della professione di psicologo previo superamento di una prova orale su questioni teorico-pratiche relative all’attività svolta durante il medesimo tirocinio professionale nonché su aspetti di legislazione e deontologia professionale. Con decreto del Ministro dell’università e della ricerca sono stabilite le modalità di svolgimento e di valutazione della prova orale di cui al presente comma nonché la composizione paritetica della commissione giudicatrice.”

“Questo nuovo scenario è significativo perché mette le lauree delle professioni sanitarie tutte sullo stesso piano, con pari dignità” ha sottolineato il Presidente CNOP David Lazzari – “ma per le lauree psicologiche lo è doppiamente, perché il lavoro per renderle pienamente professionalizzanti e abilitanti è di grande rilievo e richiede un impegno chiaro e condiviso di tutta la Comunità psicologica, accademica e professionale. Il consolidamento della professione passa anche attraverso un forte avvicinamento tra formazione, professione, campi applicativi e mercato del lavoro.  Questa legge – condivisa dal CNOP che è stato interlocutore del Ministero e del Parlamento su una linea condivisa con la componente universitaria (AIP e CPA) – deve servire per fare progressi decisi in questa direzione per cui è necessario porre massima attenzione affinché nella fase attuativa sia salvaguardata la qualità e l’efficacia formativa del nuovo percorso professionalizzante e abilitante”.

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Ci sono però diverse precisazioni da fare!

Innanzitutto, l’Esame di Stato di Psicologia non è stato letteralmente “abolito”: esso è previsto dalla Costituzione italiana (articolo 33), e permarrà finché essa non verrà eventualmente modificata (il che, nel breve termine, è piuttosto impensabile!).
Inoltre, esso è previsto dalla Legge 56/89, che ha istituito la professione di Psicologo in Italia (articolo 2).

Quindi, ad essere precisi, neanche i nuovi percorsi di laurea saranno “automaticamente” abilitanti: l’esame è comunque previsto, e consisterà in una prova da sostenere al termine del percorso, in concomitanza con la discussione di laurea.

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Per maggiori informazioni leggi  le indicazioni sulla prima sessione o sulla seconda sessione, e sulla prova pratica valutativa

L’Esame di Stato di Psicologia è una prova da superare per ottenere l’abilitazione necessaria per potersi iscrivere all’Albo degli Psicologi, e quindi per poter svolgere la professione. Adesso si svolge anche la cosiddetta “Prova Pratica Valutativa” (PPV). Burocraticamente è una cosa distinta, ma a livello di contenuti non presenta praticamente differenze dall’attuale Esame di Stato (EDS). Ciò si è potuto confermare dalle sedi che hanno già iniziato e terminato le prime sessioni di PPV. Detta in breve, la Prova Pratica Valutativa è l’Esame di Stato con un altro nome, ed è riservata a coloro che hanno svolto il cosiddetto Tirocinio Pratico Valutativo.
 Quasi tutte le indicazioni e riflessioni sull’EDS presenti nel Quaderno varranno quindi anche per la PPV, e quando nominerò l’Esame di Stato sarà sottinteso che mi sto riferendo anche alla Prova Pratica Valutativa. Sitemap