Esame di Stato di Psicologia 2024

Esame di Stato Psicologia Torino

Esame di Stato Psicologia Torino

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(quando visiti il sito controlla però che sia quella più aggiornata, perché a volte vengono cambiati gli indirizzi, e verifica che non ci siano state modifiche ai calendari).

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Nota importante!

Quando utilizzerai i link dei siti di Ateneo riportati,

controlla che la pagina in cui giungi sia quella più aggiornata,

ovvero relativa alla tua sessione,

perché spesso rimangono le stesse,

ma in alcuni siti ne vengono create di nuove

(io li verificherò periodicamente e cercherò di tenerli aggiornati il più possibile,

ma tienilo presente!).

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Testimonianze raccolte Torino 2020

“Quando è stato fatto l’appello il presidente di commissione ci ha spiegato come sarebbe stato condotto l’esame orale: la prima parte verteva sull’esperienza di tirocinio in maniera critica, ovvero parlando delle attività svolte e delle metodologie, degli strumenti e delle tecniche che abbiamo appreso, con graditi, ma non obbligatori, riferimenti al codice deontologico; la seconda parte verteva su un caso clinico a nostra scelta tra quelli di cui abbiamo avuto esperienza diretta; la terza parte su un costrutto teorico scelto dalla commissione; la quarta parte riguardava il progetto, anche questo a scelta della commissione, da sviluppare brevemente parlando di destinatari, metodologie e fasi. La commissione tendeva a intervenire solo nel caso in cui si dicevano cose poco chiare o errate, altrimenti lasciavano parlare tranquillamente, salvo interrompere per passare alla domanda successiva. L’esame durava dai 15 ai 30 minuti, i risultati sono inviati via email la sera stessa”

“C’era una scheda tirocinio in cui scrivere cosa si era fatto, suddivisa in progetto, diagnosi, prevenzione ecc. E interrogavano su quello che avevi scritto, chiedendo una teoria di riferimento, orientamento del tutor e tutto ciò che aveva a che fare con l’esperienza personale. Poi chiedevano i punti di forza e debolezza del tirocinio, una domanda sul codice e infine i tuoi progetti futuri”

“Il nostro orale era impostato in modo abbastanza preciso: il tirocinio, un caso visto, un argomento di prima prova e un progetto”

“Da quanto visto i temi chiesti sono molto simili a quelli che trovi nelle vecchie tracce della prima prova, consiglio di guardare quelle proprio per allenarsi a quel tipo di ragionamento”

“Si parte dalla descrizione critica dell’esperienza di tirocinio con eventuale riferimento a norme del codice deontologico, e alle metodologie e tecniche apprese. Il secondo punto è la descrizione di un caso clinico affrontato in sede di tirocinio. La terza domanda è un tema proposto dalla commissione da esplicitare in riferimento a autori/costrutti teorici. La quarta domanda è la proposta di un progetto deciso dalla commissione”

“Ti fanno raccontare brevemente il tirocinio, poi fanno domande in base a quello che dici o a quello che hai scritto nella scheda di tirocinio. Poi domande generali tipo momenti difficili a tirocinio e come li hai gestiti o tuoi punti di forza e debolezza, una domanda sul codice, e infine progetti futuri”

“Nella domanda di iscrizione ti chiedono di scrivere brevemente cosa hai fatto nel tirocinio. All’esame però ti fanno parlare liberamente. Negli orali che ho sentito la domanda teorica si legava al discorso sul tirocinio, ma non è detto che sia quella che ti aspetti”

 

Testimonianze raccolte Torino 2021

“Avendo fatto tirocinio di ricerca non sapevo bene cosa aspettarmi riguardo a domande su caso clinico e progetto. Dai pochi orali che ho visto di persone col mio stesso ambito, mi aspettavo mi chiedessero un progetto di ricerca. Per fortuna avevo letto i progetti proposti in altri ambiti e ho saputo rispondere (la domanda era un progetto di intervento su emozioni, destinatario a scelta). Riguardo il caso clinico era proprio un incognita, perché avendo fatto ricerca su soggetti tipici, non avevo proprio nessun appiglio. A saperlo mi sarei preparata un caso clinico a scelta, come hanno fatto i colleghi di clinica adulti ed evolutiva. Per fortuna me la son cavata descrivendo i sintomi dei disturbi dello spettro autistico e descrivendo l’iter diagnostico. Domanda di teoria prevedibile a partire dal mio tirocinio. Alla fine è andata bene, pur avendo avuto poco tempo per studiare dal momento che lavoro. Tuttavia è stato un po’ diverso dalla famosa “chiacchierata sul tirocinio” che mi è stata raccontata.”

“A tutti i candidati è stato chiesto di illustrare sinteticamente l’esperienza di tirocinio. Dopo di che nel mio caso mi è stato chiesto di parlare del caregiving dei pazienti con disturbo neurocognitivo (attinente al mio tirocinio). Un progetto di intervento per gestire il conflitto negli ambiti di lavoro (l’ho impostato pensando a possibili conflitti tra gli operatori di una RSA). La domanda sul codice era molto generale: chi tutela prioritariamente lo psicologo nel suo rapporto professionale?. Commissione molto tranquilla. Il clima molto disteso. Durata media 20 minuti”

“Partivo con il discorso del tirocinio. Domanda su disturbi di personalità inerenti l’ambito di tirocinio con caso a scelta. Domanda su un autore specifico scelto da loro (in generale, non inerente a tirocinio ne’ a costrutti specifici). Progetto proposto da loro ma inerente il tirocinio. Numero a caso di un articolo del codice deontologico da commentare”

“Ho iniziato parlando del mio tirocinio (ambito evolutivo) mi hanno chiesto come costrutto teorico il modello biopsicosociale, un caso relativo al mio tirocinio, di impostare un progetto per l’equipe di lavoro infine quali erano gli articoli del codice che affrontavano il tema del rapporto con i colleghi”

“Tirocinio evolutiva: – un caso che ho osservato soffermandosi sulla restituzione con la famiglia del minore e percorso – inquadramento teorico del “setting” nello specifico ambito minori – progetto equipe multidisciplinare – codice deontologico: sanzioni per violazioni”

“Discorso sul tirocinio (svolto presso un centro tutela minori) Domanda teorica inerente al tirocinio (valutazione delle capacità genitoriali) Commento di un articolo del codice deontologico scelto dalla commissione”

 

Attenzione!!! Le testimonianze riportate sono solo una piccolissima parte delle migliaia di prove che si sono svolte! E ovviamente considera che sono assolutamente soggettive, a volte diametralmente opposte, per cui non scegliere la sede esclusivamente sulla base di queste! 

Alcuni commissari tendono a mantenere una certa impostazione, ma tieni presente che possono sempre improvvisare: non ci sarà mai un esame in modalità telematica identico a un altro!

Può sì essere utile sapere come è stata una commissione nelle scorse sessioni, ma si deve comunque avere una conoscenza di base necessaria per adattarsi alle specifiche richieste dei commissari al momento della tua prova!

Leggi quelle di tutte le sedi, non solo quelle di dove pensi di fare l’esame, così avrai una panoramica più ampia!


Puoi contattarmi per ulteriori delucidazioni sulle varie commissioni e per un percorso di preparazione personalizzato, in particolare per la preparazione del discorso sul tirocinio!

L’Esame di Stato di Psicologia è una prova da superare per ottenere l’abilitazione necessaria per potersi iscrivere all’Albo degli Psicologi, e quindi per poter svolgere la professione. Adesso si svolge anche la cosiddetta “Prova Pratica Valutativa” (PPV). Burocraticamente è una cosa distinta, ma a livello di contenuti non presenta praticamente differenze dall’attuale Esame di Stato (EDS). Ciò si è potuto confermare dalle sedi che hanno già iniziato e terminato le prime sessioni di PPV. Detta in breve, la Prova Pratica Valutativa è l’Esame di Stato con un altro nome, ed è riservata a coloro che hanno svolto il cosiddetto Tirocinio Pratico Valutativo.
 Quasi tutte le indicazioni e riflessioni sull’EDS presenti nel Quaderno varranno quindi anche per la PPV, e quando nominerò l’Esame di Stato sarà sottinteso che mi sto riferendo anche alla Prova Pratica Valutativa. Sitemap